Quando è il Cuore che Chiama: Kobane Calling
Scritto da Walter O'Dim
Premettendo che le opinioni politiche non fanno parte dello spirito di questo blog, quando si vuole analizzare un'opera di Zerocalcare però bisogna scendere a compromessi, anche perchè è uno dei pochi che riesce a risvegliare in me alcune sensazioni... ma a chi la do a bere? Devo invece ammettere di essere parecchio boccalone quando si trattano alcune tematiche, come durante il discorso di Mattarella, "...è sempre tempo di Restistenza", avete presente? Mi stava scappando la commozione... sono fatto così, e perdonatemi se vi sembrerò poco imparziale.
Kobane Calling è la settima opera dell'ormai notissimo fumettista romano Zerocalcare, che ci racconta con le sue chine i viaggi alla scoperta dellaResist resistenza del popolo Curdo contro l'Isis, ma anche contro gli altri nemici confinanti, teoricamente più affini a noi europei.
I viaggi in questione sono due, e avvenuti con un anno di distacco, nel primo Zero fa tappa nella cittadina di Mehser in turchia, a soli tre chilometri dal confine con la Siria, proprio dove si trova Kobane, al tempo non ancora riconquistata.
La storia del viaggio in questione era già stata pubblicata in un inserto speciale dell'Internazionale, un albo da più di 40 pagine che però non riuscii a recuperare, per tutti quelli nella mia situazione sarà una benedizione poterlo ritrovare in questo volume.
Durante la lettura veniamo costantemente esposti a sensazioni di questo tipo, non ci troveremo mai al centro dei combattimenti, venendo però a contatto con la cornice, che volendo può essere addirittura più terrificante.
L'Isis viene descritto come un nemico subdolo e feroce, volutamente raffigurato con tratti mostruosi, e il cui modus operandi è testimoniato da combattenti Curdi veterani.
L'ironia e la sdrammatizzazione fatta da Zero non deve ingannarci sulla sua onestà intellettuale, che, tendo a ribadire, è stata la sua più grande forza; attraverso il suo occhio Pop avremo a che fare con idee che almeno una volta tutti noi ci siamo fatti almeno una volta, anche amaramente ironiche, specchio forse della ggggioventù del nuovo millennio.
Altra tematica principe, soprattutto nel caso del secondo (e più lungo) viaggio è quello della cosiddetta Rivoluzione di Rojava, un rinnovamento sociale tramite ridistribuzione delle ricchezze, ecologia, libertà di pensiero e culto, e soprattutto parità di genere, il che ci dimostra che l'Islam non è certamente il demone che i media stanno dipingendo da qualche anno a questa parte.
Nel secondo viaggio di cui ho accennato, svoltosi circa un anno dopo, Zero può visitare la Kobane liberata, donandoci sì diversi scorci lugubri...
... Ma anche di grande bellezza e speranza.
Durante il secondo viaggio Zero visita il quartier generale del PKK (il Partito dei lavoratori del Kurdistan) nascosto tra le montagne del Qandil, il tutto senza poter ritrarre i suoi accompagnatori, disegnare scorci di paesaggio, nè tantomeno il percorso, poichè diciamo che al grande e magnanimo leader erdogan il PKK non va proprio a genio.
Siamo giunti infine ad una riflessione d'obbligo, le varie sigle politiche e militari, questioni di potere e geopolitica vengono spiegate in questo fumetto con assoluta semplicità, motivo in più per il quale vi consiglio di recuperare questa lettura.
Esattamente come vi ho detto nell'introduzione, mi son trovato particolarmente coinvolto nei temi trattati in questo fumetto per motivi ideologici, ed in tutto questo un'obiezione da parte vostra mi sembra d'obbligo: "ha senso ascoltare solo la campana dei Curdi? E quella dei turchi?", ammesso e non concesso di dare per buona la versione di chi nega il Genocidio degli Armeni (ed è solo un esempio), il dubbio sull'onestà della rivoluzione Curda è un tema che si presenta a più riprese.
Tirando le somme, quanti motivi esistono per potervi consigliare quest'opera? Oltre ad essere un vero e proprio fumetto d'inchiesta, che vi chiarirà molti dubbi sui poteri in gioco dietro la guerra all'Isis, ponendo però l'accento sul lato umano di queste vicende, perchè tendo a ribadirlo, anche se in questa recensione mi sono sforzato di rimanere il più settico possibile: questa è una storia di uomini e di donne; ah e quasi dimenticavo che incredibilmente vi farà anche ridere come solo Zerocalcare sa fare.
Edito da Bao Publishing, per il modico prezzo di 20 euri, è per me la migliore spesa di quest'anno, e non è ancora finito!

Kobane Calling è la settima opera dell'ormai notissimo fumettista romano Zerocalcare, che ci racconta con le sue chine i viaggi alla scoperta della
I viaggi in questione sono due, e avvenuti con un anno di distacco, nel primo Zero fa tappa nella cittadina di Mehser in turchia, a soli tre chilometri dal confine con la Siria, proprio dove si trova Kobane, al tempo non ancora riconquistata.
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| Inchiesta significa anche dare un senso ad innocue pacche sulla schiena, che tradotto vuol dire che l'America è intelligente ma non si applica come dovrebbe nella guerra all'Isis |
Durante la lettura veniamo costantemente esposti a sensazioni di questo tipo, non ci troveremo mai al centro dei combattimenti, venendo però a contatto con la cornice, che volendo può essere addirittura più terrificante.
L'Isis viene descritto come un nemico subdolo e feroce, volutamente raffigurato con tratti mostruosi, e il cui modus operandi è testimoniato da combattenti Curdi veterani.
L'ironia e la sdrammatizzazione fatta da Zero non deve ingannarci sulla sua onestà intellettuale, che, tendo a ribadire, è stata la sua più grande forza; attraverso il suo occhio Pop avremo a che fare con idee che almeno una volta tutti noi ci siamo fatti almeno una volta, anche amaramente ironiche, specchio forse della ggggioventù del nuovo millennio.
Altra tematica principe, soprattutto nel caso del secondo (e più lungo) viaggio è quello della cosiddetta Rivoluzione di Rojava, un rinnovamento sociale tramite ridistribuzione delle ricchezze, ecologia, libertà di pensiero e culto, e soprattutto parità di genere, il che ci dimostra che l'Islam non è certamente il demone che i media stanno dipingendo da qualche anno a questa parte.
Nel secondo viaggio di cui ho accennato, svoltosi circa un anno dopo, Zero può visitare la Kobane liberata, donandoci sì diversi scorci lugubri...
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| perdonate le fotografie dal cellulare... |
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| Chissà che emozione può esser stata per dei romani de Roma!! |
Siamo giunti infine ad una riflessione d'obbligo, le varie sigle politiche e militari, questioni di potere e geopolitica vengono spiegate in questo fumetto con assoluta semplicità, motivo in più per il quale vi consiglio di recuperare questa lettura.
Esattamente come vi ho detto nell'introduzione, mi son trovato particolarmente coinvolto nei temi trattati in questo fumetto per motivi ideologici, ed in tutto questo un'obiezione da parte vostra mi sembra d'obbligo: "ha senso ascoltare solo la campana dei Curdi? E quella dei turchi?", ammesso e non concesso di dare per buona la versione di chi nega il Genocidio degli Armeni (ed è solo un esempio), il dubbio sull'onestà della rivoluzione Curda è un tema che si presenta a più riprese.
Tirando le somme, quanti motivi esistono per potervi consigliare quest'opera? Oltre ad essere un vero e proprio fumetto d'inchiesta, che vi chiarirà molti dubbi sui poteri in gioco dietro la guerra all'Isis, ponendo però l'accento sul lato umano di queste vicende, perchè tendo a ribadirlo, anche se in questa recensione mi sono sforzato di rimanere il più settico possibile: questa è una storia di uomini e di donne; ah e quasi dimenticavo che incredibilmente vi farà anche ridere come solo Zerocalcare sa fare.
Edito da Bao Publishing, per il modico prezzo di 20 euri, è per me la migliore spesa di quest'anno, e non è ancora finito!
Lunghi giorni e piacevoli notti
Walter O'Dim







