mercoledì 29 novembre 2017

Calidad TV - La Televisione che Non c'è Più (1): "Il Caso Scafroglia" (2002)!

Scritto da Marco Grande Arbitro

Oggi diamo il benvenuto a "Calidad TV - La Televisione che Non c'è Più". In questa nuova rubrica ricorderò, principalmente, i programmi televisivi di qualità che sono considerati dei cult o che sono stati dimenticati. Spenderò anche qualche parola per i programmi televisivi moderni che vale la pena guardare. Ma prima voglio subito rispondere ad un vostro possibile dubbio...
Perché sto iniziando una rubrica così atipica in un blog che parla di argomenti nerd e geek? Ve lo spiego subito. Sono una persona che ancora vede la televisione. Non la vedo più come un tempo, ma ci sono ancora programmi intelligenti che seguo con piacere.
Da quando è nata la televisione, ci sono sempre stati programmi paragonabili a un "turlupinio" di demenza defecata nel cervello degli spettatori. Ma allo stesso tempo ci sono stati programmi che hanno fatto cultura, che hanno stimolato la mente di chi li ha guardati. Purtroppo i programmi #demmerda sono maggiori rispetto quelli di qualità... Ma penso che una televisione intelligente possa esistere, bisogna saper scavare per bene tra i canali e la spazzatura  mediatica. Per questo motivo voglio parlavi di quella televisione, di ieri e di oggi, che vale la pena guardare. Tuttavia, capisco il disgusto che le persone hanno nei confronti della tv generalista. Nel corso degli anni ci ha traditi, umiliato e mortificato. Ma vi assicuro che non vi parlerò di quei programmi spazzatura... Potete fidarvi!
Voglio iniziare questa rubrica con il programma televisivo che ho apprezzato maggiormente in giovinezza. Ancora oggi lo considero un cult della satira italiana. Oggi vi parlerò de "Il Caso Scafroglia"... Iniziamo!
Non voglio iniziare a parlare di politica, tuttavia devo fare delle premesse obbligatorie. Spero che nessuno si possa offendere...
Credo fortemente che la tv italiana cambiò profondamente con l'Editto Bulgaro. Nonostante si tratti di una locuzione espressa da Silvio Berlusconi nel 2002, quindi non di un vera e propria legge, sono convinto che l'Editto Bulgaro diede il colpo di grazia definitivo alla libertà di parola e di pensiero nella televisione generalista.
Credo fortemente che ancora oggi ci portiamo dietro i danni di quella scelta scellerata. Parlare di politica in tv, in modo non fazioso, è sempre più difficile...
Per chi non ricordasse la vicenda, può visionare il seguente video:
Ma non è di questo che voglio parlarvi, almeno direttamente.
Con l'Editto Bulgaro anche l'arte della satira è stata profondamente colpita. Prima del 2002 esistevano programmi comici pazzeschi. Ricordiamo: "Pippo Chennedy Show", "La Superstoria", "Non c'è Problema", "Satyricon", "L'Ottavo Nano", "Avanzi", "Barracuda" e così via dicendo. Ma basti pensare al "Mai Dire Gol" delle origini, che era più decisamente frizzante e tagliente... Poi è decaduto.
Oggi la comicità in televisione si limita ai vari "Colorado" e "Made in Sud". Non è mia intenzione offendere chi apprezza questi show o chi ci lavora dietro, ma credo che la comicità non sia solo lo sketch burlesco o il tormentone comico. Oh per carità: anch'io ho riso per tormentoni "classici", come il "Chi è Tatiana?!?" di Gabriele Cirilli, ma la comicità non si limita solo a questo.
La comicità può far ridere, sbeffeggiare gli usi e i costumi della nostra società e far pensare! Ma sopratutto, la comicità e la satira sono libertà di pensiero e parola. Una comicità che non è libera di esprimersi, non è una comicità efficace. E' solo una risata di una serata, che il giorno dopo la dimentichi.
Ho fatto tutta questa introduzione, per arrivare al "Caso Scafroglia". Di tutti quei bei programmi citati, credetemi ne potrei citarne molti altri, voglio parlarvi proprio di questo perché credo che sia il progetto più riuscito di Corrado Guzzanti.
Credo fortemente che Corrado sia il più talentuoso dei fratelli Guzzanti. Non fraintendetemi, apprezzo molto Sabina e Caterina. Tuttavia nonostante abbia realizzato progetti molto interessanti, come "Draquilia - L'Italia che Trema", non ho molta simpatia per i modi di fare di Sabina. Caterina, invece, l'apprezzo più come attrice che comica. Ad esempio, l'ho adorata nel ruolo di Arianna Dell'Arti in "Boris". Ma ovviamente questi pareri si trattano di gusti personali.
Adoro "Il Caso Scafroglio" per vari motivi. Invece di essere il tipico spettacolo dal vivo, "Il Caso Scafroglia" venne realizzato con come una grande parodia dei contenitori di cronaca che andavano di moda all'epoca. Corrado Guzzanti svolse principalmente il ruolo del Conduttore generico del fittizio programma ideato per ritrovare lo scomparso Mario Scafroglia.
«Il 10 maggio del 2001 Mario Scafroglia esce di casa e si reca alla vicina stazione di Brambate per prendere il treno che doveva portarlo al lavoro. Ma quel giorno i colleghi non lo vedono arrivare...»
Il Conduttore venne caratterizzato con una cialtroneria unica. Rappresenta tutto il cinismo, l'ignoranza, lo sciacallaggio mediatico e l'arrivismo della televisione dell'epoca (e di oggi). Venne ideato per deridere quella tipologia di conduttori e giornalisti che sono tra lo "one man show" e "la voce della verità".
La ricerca di Mario Scafroglia generò siparietti comici dove vennero distrutti e derisi tutti gli stereotipi e i cliché degli show televisivi. Telefonate in diretta, interviste ai casi umani e gli interventi degli esperti... Tutti vennero sbeffeggiati alla grande!
Il bieco Conduttore venne accompagnato da Padre Federico. Il prelato venne interpretato, dall'amico e collega di una vita, Marco Marzocca. Non riesco ad immaginarmi Guzzanti senza Marzocca. Padre Federico fa, ancora oggi, quasi tenerezza. Venne ideato come un prete che raffigura la morale cristiana e benpensante dello show. Nonostante venne ideato come un realtà per il folle Conduttore, nela maggior parte subisce l'angheria di quest'ultimo. Ancora oggi trovo divertenti l'anacronismo di Padre Federico: si riferisce a dei giovani che escono alle 23:00 dalle discoteche... Giovani che non esistono più da una vita!
Uno degli elementi più importanti e comici dello show fu il Telespettatore Abruzzese che ogni volta telefonò in studio. Interpretato sempre da Corrado Guzzanti, questo personaggio interruppe molte volte i dialoghi tra il Conduttore e Padre Federico. I suoi interventi furono la ciliegina di una torta fatta di inutili chiacchiere del fatto di cronaca del periodo. Non solo il Telespettatore Abruzzese non capì nulla di quei discorsi, ogni volta concluse sempre con freddure che farebbero ridere solo un bimbo delle elementari. tuttavia nascose una grande verità... Lui sapeva tutto sulla scomparsa Mario Scafroglia!
Le diciassette puntate andarono avanti tra critiche e satire di ogni genere. I bersagli furono: il Governo Berlusconi, le associazioni mafiose di Giulio Andreotti, il ritorno dei Savoia in Italia, i problemi della Chiesa Cattolica, la tv sempre più scadente, il giornalismo fazioso, l'insufficienza della Sinistra italiana e la Guerra in Iraq del 2003.
Arrivati all'ultima puntata si scoprì la verità assoluta su Mario Scafroglia
INIZIANO GLI SPOILER
...
...
...
Mario Scafroglia non fuggi da nessuna parte,, perché Mario Scafroglia fu proprio il Conduttore stesso!
Si venne a scoprire che l'intero show non fu nient'altro che una gigantesca terapia per curare Mario Scafroglia: un uomo che sostanzialmente pazzo! Padre Federico e tutti gli altri non furono nient'altro che i dottori che lo stanno curando. Inoltre, lo Spettatore Abruzzese fu in realtà il fratello di Mario Scafroglia... Ogni sua telefonata contenne messaggi segreti sulla vita passata del malato.
E' un finale trollante, che ancora oggi lascia stupito. E' tutto così divertente e terribile allo stesso tempo. La verità è che Mario Scafroglia siamo noi, lo spettatore medio che viene travolto dal tutte le ambiguità generate dalla nostra società e dalla televisione stessa. Quel tipo di spettatore che diventa schizofrenico, finisce per crearsi una realtà parallela. Forse non saremo pazzi come Scafroglia, ma a volte ci andiamo vicino...
...
...
...
FINE DEGLI SPOILER
Per il resto, lo show venne arricchito dai personaggi inediti e classici di Corrado Guzzanti. Furono inseriti: Vulvia di Rieducational Channel, il Massone, il Mafioso, Lorenzo Ghezzi (un ibrido tra lo scapestrato Lorenzo e il critico cinematografico Enrico Ghezzi), Gabriele La Porta, Francesco Rutelli, Edward Luttwak, Umberto Bossi e Giulio Tremonti. 
Di questi sketch, ricordo con piacere la recensione delle "Suore di Menare" di Lorenzo Ghezzi...
E il "Il Sorpasso di Bossi e Tremonti"... Povca Puvtana e Povca Troia!
Inoltre nello show nacque il finto documentario di "Fascisti su Marte". Nel 2006, le avventure dei fascisti conquistatori del "rosso pianeta bolscevico e traditor" divennero un film. Se non l'avete visto, recuperatelo!
Infine non mancarono altri personaggi, come: il filippino Arnel (interpretato da Marzocca) e Miss Italia (interpretata da Caterina Guzzanti). Ci furono anche i camei di: Fiorella Mannoia, Antonio Albanese e Francesca Reggiani.
All'epoca, nel 2002, "Il Caso Scafroglia" venne mandato in onda su Rai Tre in seconda serata. Le repliche vennero rilasciate la domenica successiva, nella fascia pre-serale. Qualche volta feci le ore piccole per vederlo in diretta. Non vi nego che, ancora ogg,i mi rivedo i vecchi spezzoni su Youtube.
Come avete capito apprezzo "Il Caso Scafroglia" per la sua atipicità, perché seppe far satira con intelligenza sulla nostra tv e sulla nostra società.
Mi manca davvero questo tipo di satira televisiva... 
"Aniene", il programma del 2011 di Sky di Corrado Guzzanti, ha riprovato a rievocare la stessa satira mostrata ne "Il Caso Scafroglia". Nonostante lo reputi un ottimo programma satirico, credo che non sia riuscito ad eguagliare la carica dell'originale. 
Oggi mi piacerebbe rivedere qualcosa simile allo storico show di Guzzanti. Ma sono consapevole che ormai prodotti del genere non li potremmo mai più vedere. Almeno sulla tv generalista... 
Spero sempre in un ritorno in grande stile... Detto questo ci salutiamo, spero che questo esperimento di "Calidad TV" vi sia piaciuto. Ci salutiamo con una delle frasi cult de "Il Caso Scafroglia".
"Forse gli anni passano, ma i mesi ritornano..."
"Ma cazzo vuol dire?"
Un saluto dal vostro
Marco Grande Arbitro
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