martedì 13 ottobre 2015

L'Amore ai Tempi del Metallo: "Battle Angel Alita"

Scritto da Walter O'Dim

Pare proprio che stia iniziando ad amare davvero i manga Shi-Fi, inizio a perdere il conto...
Quest'oggi parleremo di un Seinen: Alita, l'angelo della battaglia, edito in Italia dalla Planet Manga, è uscito nel 1991 in 18 volumi ad opera di Yukito Kishiro,


un autore che temo abbia donato poco, ma quel che ha dato è davvero rimarchevole. La serie conta una trasposizione animata ed un seguito ancora in corso, Alita Last Order, che però ritengo giusto trattare come opera a sé stante. Andiamo ora ad analizzare un'opera che molto mi ha colpit.

Trama
Ci troviamo in un futuro lontano, in uno scenario post-post Apocalittico, lontanissimo persino dalle guerre che lo hanno reso tale; il luogo dove viene narrata la vicenda è Città Discarica  posta direttamente alla base della misteriosa città di Salem, sospesa nei cieli, e sede delle industrie che inviano in cielo i loro prodotti.


La città è una discarica di nome e di fatto, poichè direttamente sotto Salem si accumulano da secoli i rifiuti che vi piovono, e se ne trovano di tutti i generi: elettronici, scarti industriali, alimentari... un giorno uno scienziato della discarica trovò persino un Cyborg dalle fattezze femminili, semi distrutto e fuori uso, ma affascinato da quel viso devastato decide di riportarlo in vita, anche perchè il suo cervello è ancora funzionante.


La città discarica è piena di Cyborg, uomini che per  i più svariati motivi hanno sotituito degli arti con innesti robotici, più spesso l'intero corpo, lasciando intatto solamente il cervello.
Ritornando al nostro scienziato Daisuke Ido, geniale dottore sia per uomini che per Cyborg, dona alla ragazza il nome Alita, poichè ahinoi, lei ha perduto la memoria.


Per riuscire a sopravvivere in una città così povera, caotica e violenta, Ido è costretto a svolgere un secondo lavoro come cacciatore di taglie, un impiego rischioso, ma che con tutta la feccia per le strade, non va mai in crisi. Alita incredibilmente sfodera sin da subito un talento innato per il combattimento dovuto al Punzer Kunst, un'arte marziale perduta e sviluppata apposta per massimizzare il potere distruttivo di un corpo robotico, con qualche lievissimo elemento di forza spirituale.

Da qui inizia il cammino tortuoso di Alita per trovare il suo posto in un mondo distrutto, una ragazza intrappolata in una macchina da guerra, o una macchina di morte con fattezze d'angelo?

Commento
Sono intenzionato a spoilerare il meno possibile, poichè questa perla merita di essere recuperata a qualunque costo.
Cominciamo col mettere sul tavolo uno degli elementi che più adoro ovunque ne veda: le Citazioni, di cui sono un inguaribile feticista.

Maledetta Marvel, sei ovunque!

Guardate bene tra la "spazzatura"

Che dire... in questo manga si respirano a pieni polmoni gli anni '80, persino diversi personaggi debbono le loro fattezze ad attori di Hollywood, eccovi solo qualche esempio:

Da Harol Ramis, bonanima...

a Grace Jones, la ricordate in Conan il distruttore?

Se non direttamente alle pellicole di genere fantascientifico tra le più famose:

Il face hugger da Alien, ah ma su Cameron torneremo dopo

Lo stra iconico robot del Pianeta Proibito

Ma al di là di questi elementi che possono strizzare simpaticamente l'occhio, passiamo alle cose serie: cosa vedrete in questo manga, e di cosa sentirete parlare?
Presto detto, i disegni sono figli di un'altra epoca, uno stile personalissimo quello di Yukito Kishiro di cui non ritroviamo epigoni tutt'oggi, il tratto è sporco, così come è sporco l'ambiente che raffigura, scenari assurdi di un tempo alieno


L'atmosfera che si viene a creare è inquietante, non ce n'è!  Saltiamo a piè pari gli elementi splatter, sappiate che ne troverete a non finire, e ci tengo a sottolineare che troverete dolcezza in questo manga quando ce n'è bisogno, ma troverete anche molta crudezza, quando ce n'è bisogno.



Quest'atmosfera vagamente disturbante non è un valore aggiunto perchè fine a sè stessa, non è come vedere un Torture Porn alla Hostel, tutt'altro! Sono dell'idea che svelare il corpo umano, analizzarlo in chiave meccanicistica è la giusta anticamera per l'elemento chiave per analizzare l'uomo: la mente e le emozioni.


La storia di Alita ci parla di temi molto cari alla letteratura sci-fi, Asimov per primo aveva parlato nel suo uomo bicentenario dell'amore ai tempi del metallo. L'immedesimazione nella difficile situazione della protagonista è immediata,


Immaginate di punto in bianco di non poter più toccare il corpo della persona amata. In più veniamo ad un altro degli interrogativi che vi riproporrò nella prossima recensione, che anticipo sarà un anime, come si può definire l'essere Umano?


In fin dei conti ad Alita così come gli altri cyborg, sono "uomini" a cui non rimane anatomicamente che il cervello, e invece per delle macchine con aspetto umano? Ma mi fermo qui, poichè il tema contiene uno Spoiler che non è proprio il caso di tirarvi addosso.

Ritornando come vi avevo promesso a James Cameron, il regista si è sempre  dichiarato fan dell'opera, e ha dichiarato di volervi dedicare un lungometraggio, non appena avrà terminato le riprese del secondo capitolo di Avatar... e conoscendo i tempi del regista, vedo quest'adattamento moolto lontano, meno male che ci troviamo di fronte ad un grande regista d'avanguardia, mi fa sperare bene.
Tra l'altro mi va di tirare un respiro di sollievo nel vedere che per andar dietro all'editoria americana, che per prima ha cambiato il nome originale Gally in Alita, ci ha portato bene, mi spiace per l'autore, ma Alita mi piace di più come nome.


Mi va di lasciarvi con la citazione che più ho apprezzato, è rivisitata ma inconfondibile, sgamatela nei commenti!
Essa racchiude in pieno l'anima della protagonista di cui tutti finiscono con l'innamorarsi, e forse un po' anche io. Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
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