lunedì 13 luglio 2015

Slam Dunk: la Recensione

Scritto da Walter O'Dim

Era da un bel pò che non mi ritrovavo a recensire un manga storico, sempre se il 1990, anno della prima pubblicazione di Slam Dunk possa definirlo storico. In ogni caso, conobbi Takehiko Inoue prima di questa sua prima opera di successo, per la precisione col manga "Vagabond", che però il minchione non terminerà mai... ma questa è tutta un'altra storia.
Focalizziamoci su questo Spokon (manga a tema sportivo), che puntualizzi, non è proprio il genere a te più affine, ma stiamo parlando DEL manga spokon per eccellenza (fanculo Holly e Benji, coi loro campi infiniti). L'opera conta 31 volumi al cardiopalma, in cui seguiremo le vicende sportive della squadra del liceo Shohoku, ma di questo ne parleremo più approfonditamente nella trama.
TRAMA 
(per l'appunto)
All'inizio dell'anno scolastico del liceo Shohoku, facciamo la conoscenza del protagonista (non) assoluto di questa storia, Hanamichi Sakuragi, altissimo rispetto ai suoi coetanei, forte oltre ogni dire, e naturalmente portato per eccellere in qualsiasi sport; vi sembra un profilo del tutto idilliaco per un protagonista shonen, beh, bisogna precisare che è hanamichi è anche molto irritabile, incline a risolvere i problemi con la violenza, e anche incredibilmente sfortunato con le donne... ah le donne, proprio loro saranno la scintilla che farà divampare quest'incendio.
Hanamichi incontra per i corridoi la bella ma svampita Haruko, che per prima noterà le sue doti fisiche perfette per il basket, avendone conferma anche dopo una disastrosa prova in palestra.
Appare subito chiaro che Hanamichi non ha la minima conoscenza del basket, ma accortosi del debole che Haruko ha per gli atleti, decide lo stesso di iscriversi al Club della scuola... persino quando risulta chiaro che la sua amata prova già qualcosa per un altro membro della squadra, una matricola proprio come Hanamichi: Kaede Rukawa.
L'incontro tra i due eterni rivali ha, come di consueto nei manga shonen, dei tratti rocamboleschi. Rukawa ha fatto arrabbiare un gruppo di teppisti, e Hanamichi con la sua banda accorre sul posto; quando lui arriva, seppur pesto, Rukawa ha già messo tutti KO, non fosse che proprio in quel momento.
Haruko accorre ed equivoca quel che è successo. Hanamichi ne esce distrutto, ed impossibilitato nello spiegare la verità all'amata (che scappa subito in lacrime) decide di prendersela con due poveri malcapitati membri del Club di basket, difesi però dal loro capitano Takenori Akagi.
Ah, la commedia degli equivoci... Akagi non è solo il capitano del club, ma anche il fratello maggiore di Haruko, che irritato dal comportamenti del nostro protagonista, lo sfida nel riuscire a fargli almeno un solo canestro, prima che lui gliene segni dieci...
L'esito della sfida si risolverà con una vittoria rubatissima di Hanamichi, che però guadagnerà la stima (molto nascosta) del capitano, che lo vorrà in squadra... un passo in più verso la creazione di una squadra in grado di concorrere alle nazionali interscolastiche.
COMMENTO
Ancora una volta mi confronto con un grande classico dei manga, cominciamo col precisare che se vi appassionano gli spokon con effetti speciali strafosferici colpi segretididraghinascenti e minchiate varie, questo manga non fa per voi. Slam Dunk è infatti parecchio quadrato per quanto riguarda il realismo, al punto di non tralasciare in diverse occasioni (cosa che mi ha fatto parecchio piacere) il fattore fortuna e il fattore sfortuna, perchè per quanto la casualità dovrebbe essere mitigata con l'allenamento, essa è sempre presente nel nostro mondo.
Al di là del lato sportivo, SD si distingue anche per il lato comico, affidato a piccole vignette deformed a fine capitolo e a diversi personaggi, Hanamichi in primis, ma anche i suoi amici teppisti; insomma, è difficile per me trovare piacevole la comicità giapponese (credo di averlo detto un milione di volte, ma fa bene ripetersi ogni tanto), tuttavia questo manga mi ha strappato qualche risata di cuore, e per me che non amo nessuno sport, è riuscito a tenermi incollato pagina su pagina col cuore in gola sperando che un tiro vada a segno o che ad un attaccante avversario vada miracolosamente in frantumi una rotula.

Durante la lettura c'è stato un particolare che subito mi è saltato all'occhio per quanto eclatante: il product placement, sì insomma, pubblicità velate a diversi prodotti, in particolare all'Adidas e diversi altri marchi, ed in maniera quasi insistente persino.
L'amore dell'autore per il basket permea tutta l'opera, e di volta in volta Inoue ci insegna le regole basilari, in genere dopo che hanamichi ha fatto qualche stronzata, o dopo qualche bella azione di Rukawa; a proposito, il rapporto tra i due è un'importante colonna dell'opera, un susseguirsi di alti e bassi che fa comprendere (anche per altri fattori esterni alla vicenda), che questa storia è stata d'ispirazione per la costruzione di Naruto e Sasuke... esagero? 
In realtà no, le somiglianze stilistiche che Kishimoto riprenderà nel suo Naruto sono molteplici.
Venendo al succo, Slam Dunk è un trattato sull'essere atleti, una storia di lavoro duro e sacrifici, di sogni che si intrecciano tra loro, e come dicevo poc'anzi, tratta anche della cruda realtà di trovarsi di fronte ad un avversario insormontabile (forse anche peggio) a causa di tue negligenze, come nel caso di Mitsui.
Cosa aggiungere? Vedete di recuperare questo cult, e se proprio siete indigesti alla lettura vi consiglio l'adattamento animato, che ha una particolarità: è più scurrile dell'opera originale... ah i misteri dell'adattamento italiano. Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
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