sabato 10 settembre 2011

L.A. Noire: GTA anni '40 o nuovo genere videoludico?

Scritto da ilMaltese

L.A. Noire: un poliziesco americano stile anni '40
Quando si parla della Rockstar Games tutti sono abituati ad associarla al famosissimo brand Grand Theft Auto (GTA per gli amici) e, ma solo i più attenti, alla serie di corse automobilistiche Midnight Club. La casa produttrice ha sfornato nel corso degli anni ottimi giochi accrescendo notevolmente la sua fama e arrivando, a mio parere, a permettersi il lusso di campare solo con una serie, proprio quella di GTA, grazie al successo planetario guadagnato da essa. Nell'ultimo periodo però la Rockstar si è messa in gioco proponendo due nuovi (o quasi) brand: il primo è di ambientazione western ed è intitolato Red Dead Redemption, seguito spirituale di Red Dead Revolver uscito nel 2004 con discreto successo; il secondo brand è invece L.A. Noire, nuovo esperimento in collaborazione con il Team Bondi ambientato in una perfetta riproduzione della Los Angeles post-bellica di fine anni '40.
Inutile dire che anche questi nuovi brand sono stati un successo indiscusso, ottenendo il favore dei fan e della critica, primi posti in classifica e record di vendite.
Logo della Rockstar Games
Il suddetto post non ha però l'obiettivo di elogiare l'abilità della Rockstar Games, bensì la particolarità dell'ultimo gioco preso in considerazione, L.A. Noire, e tracciarne una accurata descrizione cercando di capire perché esso sia una vera e propria rivoluzione nel mondo del videogame.

L.A. Noire ci mette nei panni di un investigatore della LAPD (Los Angeles Police Department) con il dovere civile e morale di risolvere una lunga serie di casi suddivisi in quattro dipartimenti. La storia del gioco infatti vedrà il protagonista scalare i ranghi della polizia partendo da semplice poliziotto e arrivando al grado di detective della Narcotici. Cole Phelps, questo il nome del nostro alter-ego, si troverà ad indagare su rapine, omicidi, spacci di droga, incendi dolosi, furti d’auto e truffe, e questo solo se deciderete di seguire la trama principale. Volendo approfondire l’esperienza il gioco offre anche una quarantina di missioni secondarie tutte molto varie, alcune davvero particolari, che ci permetteranno tra l’altro di salire più velocemente di livello acquisendo punti esperienza bonus. Una delle peculiarità del prodotto Rockstar è l’impronta RPG che permette con l’avanzamento di livello di sbloccare auto più veloci, abiti con abilità uniche e i cosiddetti “punti intuito”;  nel corso delle indagini difatti il buon Cole si troverà il più delle volte a dover interrogare dei testimoni o dei sospettati che spesso e volentieri risponderanno con la menzogna alle nostre domande. La nostra abilità sarà messa alla prova durante questi frangenti in cui, stando attenti alle espressioni facciali degli interrogati, bisognerà intuire se essi stiano dicendo la verità o una menzogna, indicando successivamente la prova che li incolpa o, in mancanza di essa, esprimere i propri dubbi sulla risposta ricevuta. L’intuito sarà utilissimo poiché se usato durante l’interrogatorio eliminerà una delle tre scelte tra verità, dubbio e menzogna, agevolando così il procedere delle indagini. Durante l’esplorazione delle scene del crimine poi sarà necessario raccogliere le suddette prove utili negli interrogatori e, anche in questo caso, usando l’intuito esso segnerà sulla minimappa la posizione di tutti gli oggetti inerenti il caso velocizzando di molto una ricerca che a volte può divenire parecchio difficile per i meno esperti.
Cole Phelps intento ad interrogare l'ennesimo sospetto
L.A. Noire è rivoluzionario a mio parere perché è riuscito ad introdurre in un “sandbox” (genere a cui appartiene G.T.A. ad esempio) meccaniche tipiche dei punta e clicca facendole piacere così al grande pubblico. Le sparatorie sono passate in secondo piano ma durante lo svolgersi dell’avventura ciò non pesa anzi, a volte migliora la godibilità del gioco permettendo al giocatore di ponderare appieno sulle sue personali teorie riguardo il caso in corso. Coraggiosa inoltre l’introduzione dell’esperienza del detective in vero e proprio stile GDR (Gioco di Ruolo, tipo Final Fantasy per intenderci) che scalando la vetta fino al limite del livello 20 potrà acquisire altri “punti intuito”, nuovi abiti con abilità uniche o auto speciali da trovare all’interno di Los Angeles. Il gioco è molto longevo e raramente annoia, solo alcuni punti sono potenzialmente pericolosi per giocatori casuali che si stufano facilmente, come la lunga serie di omicidi che dovrebbe essere la fase più corposa del gioco (e lo è) ma a mio parere pecca di troppa ripetitività. Di fianco alla trama principale si dipanano poi 40 missioni secondarie che vanno a condire alla perfezione il già ricco piatto che L.A. Noire ci offre; esse non sono obbligatorie ma saranno utilissime per spezzare un po’ il ritmo di gioco ed acquisire esperienza facile poiché esse comprenderanno semplici sparatorie, inseguimenti in auto o a piedi, salvataggio di ostaggi e rapine in banca: la monotona routine di un detective...
Una prova!!!

L.A. Noire si presenta inoltre con indosso una notevole veste grafica che rende alla perfezione la mimica facciale umana rendendo più complicata e realistica la risoluzione positiva degli interrogatori; rari i rallentamenti ed i "freeze" durante le ore di gioco, ma si riscontra alcune volte un abbassamento del livello del dettaglio degli ambienti. L'audio si adatta perfettamente agli anni '40 ma pecca in particolarità lasciando perciò tutti i brani del gioco nell'anonimato. Il gameplay è solido ed efficacie, mai stressante ed anche il sistema di puntamento è ben fatto nonostante la non centralità delle sparatorie. I dialoghi infine sono a mio parere eccelsi ed ascoltando attentamente ci si accorgerà di come essi dipingano nella loro coralità un realistico spaccato della società losangelina del dopoguerra.

Tornando al discorso iniziale: volendo scegliere tra definire L.A. Noire un sandbox anni '40 o un nuovo genere videoludico io opterei per quest'ultima opzione; il gioco difatti non è un semplice spin-off della serie G.T.A., non è un'estensione del genere puramente commerciale, e non è neanche un semplice capolavoro: L.A. Noire è il capostipite di una nuova fase nel mondo dei videogame in cui spero torneranno in auge i Punta e Clicca e soprattutto la voglia di creare un gioco che intrattenga il pubblico con una storia impegnativa ed originale, senza dover ricadere ogni tanto in quei soliti cliché che rendono i giochi al giorno d'oggi solamente sosia di grandi titoli.


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